| Più che un coltello, è un oggetto di culto riconosciuto dal Museum of Modern Art di New York o dal Victoria & Albert Museum di Londra. Ma l’Opinel ha il suo museo a Saint-Jean-de-Maurienne, dove vi accoglie Jacques Opinel in persona. |
Storia dell'Opinel : museo-atelier per un mito |
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Un Opinel quasi centenario faceva il suo ingresso nel dizionario Larousse del 1989 come sinonimo di coltello da montagna. È servito anche a Picasso per scolpire e a Eric Tabarly per navigare; rimane oggi il compagno dell’esploratore Jean-Louis Etienne e di decine di milioni di anonimi. La sua lama ricurva (in forma di yatagan) ha diffuso nel mondo intero la mano benedicente di san Giovanni, emblema del capoluogo della Maurienne.
La produzione, attualmente automatizzata, prosegue nei pressi di Chambéry (vi lavorano 100 persone) con 4 milioni di esemplari all’anno. Il museo Opinel ricostruisce la saga di un artigiano diventato industriale, con le macchine di un’antica coltelleria. Il percorso è arricchito dai commenti del nipote gioviale e baffuto di Joseph Opinel, l’inventore nel 1890 del temperino mitico. Jacques Opinel ha l’ambizione di estendere il museo su un’area di 1000 mq.